 Ordine del giorno presentato il 13/01/2010 per chiedere ai nostri Parlamentari di sostenere nelle sedi pertinenti la proposta di modifica della legislazione in materia di acquisizione della cittadinanza italiana, con particolare previsione di conferimento della stessa dopo 5 anni di residenza in Italia e in caso di nascita nel territorio nazionale di figli di stranieri stabilmente abitanti nel nostro Paese.
Il CONSIGLIO COMUNALE DI BOLOGNA
VISTO
Che la popolazione italiana, al 2009, ha raggiunto quota 60 milioni e 45 mila individui, di cui una parte ragguardevole è costituita da stranieri residenti in Italia ( ben 3 milioni e 900 mila, con 462 mila unità in più del 2008 e 500.000 nati nel territorio nazionale), pari al 6,5% del totale della popolazione;
che particolarmente importante e significativa è la presenza degli stranieri nel mondo del lavoro, che raggiunge quasi il 10 % degli occupati e vede una incidenza molto rilevante nel lavoro autonomo ( 165.000 nel 2007 sono stati titolari di impresa, 52.000 i soci e 86.000 le altre figure societarie);
che considerevole è il numero di cittadini non italiani che acquistano casa ( 120.000 i mutui accesi dagli stranieri), a significare la scelta netta dell’Italia come Paese di adozione in cui radicarsi, investire e offrire le proprie energie lavorative e parte dei redditi conseguenti; che , nello specifico, è notevole l’apporto dato dagli stranieri anche solo per contributi previdenziali ( pari a quasi il 9% del PIL nazionale nel 2006); che l’Italia nel contesto dei Paesi Europei sta quasi per raggiungere le percentuali di popolazione di origine straniera residente nel suo territorio presenti in Francia, Germania e Spagna : nel nostro Paese nel 2007 vi erano 4.000.0000 di stranieri regolarmente residenti, presenza vicina a quella della Francia ( 4.900.000) e inferiore alla Germania ( 7.200.000) e alla Spagna ( 5.200.000). che , tuttavia , pur a fronte di un numero elevato di presenze l’entità delle cittadinanze concesse in Italia mostra una evidente macroscopica sperequazione rispetto agli altri Paesi Europei menzionati : nel 2005 solo 19.266 stranieri hanno acquisito la cittadinanza italiana, nello stesso periodo erano 154.827 in Francia, 117.241 in Germania e 48.860 in Spagna;
che emblematico è poi il rapporto tra cittadinanze concesse per matrimonio, che in Italia raccolgono circa i quattro quinti delle intere concessioni , rispetto a quelle limitate concesse per residenza; che quest’ultimo è un dato tipicamente italiano, che dimostra come la cittadinanza per residenza sia vista con sfavore e non come il frutto di un processo di radicamento sostanziale della persona, sempre vissuta come ospite e non come soggetto attivo e integrato nella vita socio-politica nazionale;
che l’attuale legge – n.91 del 1992- disciplina l’acquisto della cittadinanza in Italia richiedendo un arco temporale molto lungo : dieci anni come presupposto minimo , nella realtà burocratica delle concessioni aumentati poi a tredici-quindici anni; che l’iter in vigore rende particolarmente difficoltoso e farraginoso , di fatto, l’acquisizione a pieno titolo dei diritti civili legati alla cittadinanza;
Che, inoltre, per adeguare la normativa della cittadinanza alla presenza cospicua di persone già pienamente integrate nel tessuto civile italiano è opportuno ampliare i requisiti di concessione della cittadinanza italiana prevedendo il riconoscimento della stessa per ius soli ai figli nati in Italia da entrambi genitori stranieri residenti nel Paese da più di 5 anni e a chi è ad un’età inferiore ai 5 anni è arrivato in Italia e vi abbia risieduto fino alla maggiore età; che in tal modo si verrebbe ad evitare il crearsi di una “ terra di mezzo”dove i bambini nati da genitori non italiani crescano con un senso di estraniazione dal loro contesto,pericolo per il futuro processo di integrazione e di inserimento sociale del minore.
Si INVITA a seguire la Convenzione europea sulla nazionalità del 6 novembre 1997, la quale prevede che lo Stato faciliti nel suo diritto interno l’acquisto della cittadinanza per le “ persone nate sul territorio e ivi domiciliate legalmente ed abitualmente ( art, 6, paragrafo 4, lettera e); a modificare la normativa vigente riducendo i tempi per la concessione della cittadinanza da 10 a 5 anni di residenza, ampliando, inoltre, i casi di conferimento con l’estensione di tale diritto ai figli di genitori stranieri nelle ipotesi sopra specificate;
a considerare il riconoscimento della cittadinanza italiana come un atto importante dello Stato per favorire, consolidare e rafforzare il percorso di integrazione e radicamento avviato positivamente nel nostro territorio dalle persone di origine straniera che stabilmente vi abitano e intendono, con pari diritti e doveri, partecipare alla vita culturale e socio-politica del Paese. Leonardo Barcelo Read 0 Comments... >> |